Track deconstruction: Paul Kalkbrenner – Sky & Sand

Sky & Sand è un brano “storico” nella musica elettronica. Traccia dell’album Berlin Calling, soundtrack dell’omonimo film, ha sicuramente contribuito a sancire la fama mondiale di Paul Kalkbrenner, producer e dj berlinese.

Sky & sand è la canzone rimasta più a lungo nella classifica dei singoli più venduti in Germania della stora: 129 settimane, ovvero due anni e mezzo.

La traccia ha una stesura semplice: non contiene un arrangiamento molto complesso poichè si basa principalmente su un’unica progressione armonica, un groove ritmico (drums+ percussioni) e un vocal costruito su un’idea melodica.

Vediamo in dettaglio come Kalkbrenner riesce a creare questa piccola magia con quattro elementi, facendoci ballare e mantenendo sempre viva l’attenzione.

Struttura e arrangiamento

L’arrangiamento della traccia presente in Berlin Calling gioca sulla forma VERSE/CHORUS, che possiamo individuare con la parte cantata e la parte strumentale.

Questo cut musicale è atipico perchè contiete solo un ritornello: c’è una sola parte che carica. Solitamente l’ascoltatore si aspetta almeno due o tre momenti intensi, di sfogo.

La seconda volta che c’è la parte strumentale infatti, è sempre più vuota, come se fosse un grande breakdown; è più una coda che un drop.

Sicuramente la decisione è dettata da esigenze cinematografiche. Nei live infatti questa struttura non è conservata, Paul Kalkbrenner è libero di divertirsi e di far continuare il viaggio per svariati minuti.

Abbiamo:
INTRO di 8 battute in cui c’è la presentazione della prima idea:

il riff di percussioni intonate (simil-mallet) che identifica subito la canzone!

VERSE A (16 battute): key hi + vocal

VERSE B (16 battute)
Key hi + vocal + key mid + Bass + loop perc 2

INSTRUMENTAL (quello che noi solitamente identifichiamo come DROP o CHORUS) (16+16 battute)

key mid + Bass + loop perc 2 + drums (kick e snare/clap) a caricare e a dare groove. Spariscono la voce e il pad alto

VERSE A2 (16 battute):
è uguale all’INSTRUMENTAL + vocal

forza al

VERSE B2 (16 battute):
è una progressiva sottrazione di elementi: spariscono le drums (eccetto un timido snare) e il riff di percussioni iniziale e porta alla

CODA, il secondo INSTRUMENTAL, in cui rimangono i pad e il basso, a preparare così il finale.

Armonia

Tutto il brano gira su una sola progressione di accordi che si ripete continuamente.

E’ costruita su 8 battute. Questo gli permette di non essere prevedibile e di non diventare mai noiosa. Solitamente siamo abituati a sentire giri di accordi di 4 battute e di 4 accordi!

Per semplificare l’analisi da qui in poi sposteremo tutto di un semitono sotto e ragioneremo in tonalità di C (Do) maggiore
Possiamo fare subito 3 considerazioni:


1- Gli accordi appartengono tutti a una semplice scala di Do maggiore.
2- Eccetto il primo accordo che è in battere, tutti gli altri iniziano sul levare del quarto movimento. Questo anticipo crea un piccolo contrasto con la sezione ritmica che genera interesse.
3- Per chi ha affinità con la tecnica per scrivere progressioni di accordi, è chiaro che sono seguiti i semplici principi di tensione/risoluzione


Dividiamo la progressione in due parti: PARTE PRIMA: relax

PARTE SECONDA: tensione che sale (termina con l’accordo al massimo della tensione che risolverà poi riincominciando il giro da C)

Gli accordi sono suonati da due keyboard:
uno che si occupa delle note alte e una che si occupa delle note basse

Basso

Il basso segue l’armonia.
Il basso raddoppia un’ottava sotto la nota più grave degli accordi ma con un ritmo in quarti, per dare più movimento alla canzone.
L’accordo di G è suonato in primo rivolto (con la terza al basso) e di Em in secondo rivolto (con la quinta al basso) in maniera tale da avere la linea delle note al basso che suona una scala discendente e senza salti. E’ un metodo elegante per collegare gli accordi e farli percepire come un tutt’uno!!

Melodia

La linea melodica dell vocal è anche essa basata su due semplici idee (come tutte le grandi composizioni! LESS IS MORE)
C’è una sequenza di frasi costituite di due parti: un’idea basica: una domanda (A), e un’idea contrastante: una risposta (B)

A è formata da 4 note, tutte chord tones (note che fanno parte dell’accordo) e stabili, eccetto per accordo di Fa, dove è mantenuto un certo grado di tensione. Tutte le volte che viene riproposta (A), conserva lo stesso andamento, cambiando soltanto il punto di partenza. Immaginatela come un blocchetto unico che si può spostare su e giù nella tua tastiera.

B è una frase più lunga, ogni volta che viene riproposta mantiene la stessa idea ritmica ma cambia la direzione delle note interne.

Un elemento interessante da considerare è che la chiusura della frase, anziché terminare con una nota stabile della tonalità, termina con una seconda o una quinta (note instabili o di movimento), note che danno la sensazione di mantenere aperto il discorso.

Provate a recitarle la parte vocale, vi accorgerete che quando canterete “it’s rest” o “the best” la frase rimane sospesa, come se ci fosse bisogno di riprendere il discorso per dargli una conclusione

Nota: La frase varia in base al testo ma lo scheletro melodico, le note portanti che caratterizzano la melodia, sono mantenute.

APPUNTI SULL’ARRANGIAMENTO

Gli effetti di transizione come risers, sweep, impact sound, drum fills, fx e automazioni possono essere utili per collegare le sezioni dei brani in maniera omogenea e lineare.

Qui vediamo invece che Kalkbrenner non utilizza nessun escamotage per alleggerire i passaggi: ti impone i cambi in maniera cruda e, complice i pochi elementi e la tipologia di arrangiamento, crea quell’effetto a scalini che ti da’ ogni volta una piccola scarica.

Non esiste un modo unico o giusto di fare le cose, l’importante è raggiungere l’obiettivo.

Articolo curato da Wave Production Academy.

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