Spanky Transyndrum: Come funziona

A cura di Massimo Pegoraro – Wave Production Academy

Innanzi tutto vorrei iniziare mandando un caloroso saluto a tutti gli utenti e lettori di Sounders!

Non c’è molto da dire, il periodo che stiamo vivendo al momento della scrittura di questo articolo non è proprio dei migliori e l’industria dell’intrattenimento ne sa di certo qualcosa.

Tante volte però è proprio da un periodo di difficoltà e di incertezze come questo che nascono delle cose belle, delle cose nuove.

È cosi per la cultura, la musica, il teatro, la pittura, il cinema, ma anche per le innovazioni in campo scientifico e tecnologico.

Una di queste tante meraviglie che ha visto la luce proprio l’anno scorso è la drum machine di Error Instruments, la Spanky Transyndrum.

Ci troviamo ovviamente nel settore degli strumenti musicali, dove da qualche anno la piccola azienda olandese di Hoofddorp, a qualche minuto di auto da Amsterdam, si sta facendo spazio tra la sempre più crescente selva di costruttori di strumenti elettronici.

Grazie al suo mentore nonché fondatore Paul Tas, eccentrico quanto geniale personaggio, la Error Instruments sta riuscendo a piazzare sul mercato dei modules rack come oscillatori, filtri e inviluppi di tutto rispetto e sempre più presenti nei case di migliaia di smanettoni e musicisti in giro per il mondo!

Le creazioni di Paul trovano sicuramente l’argo uso nel settore nella noise music, glitch music, ambient music e ovunque si desideri quel suono tipico del circuit bending.

Premetto che io compongo musica elettronica orientata verso le colonne sonore e molto narrativa, quindi ben distante dai generi che ho citato qui sopra, ma è proprio per questo motivo che ho deciso qualche mese fa di acquistare questa piccola e altrettanto imprevedibile drum machine.

Al momento Error Instruments vende esclusivamente nel suo on-line store, ma devo dire che sono veramente veloci e precisi nelle spedizioni.

Dalla conferma di pagamento ho aspettato solo 3 giorni per avere lo strumento a casa mia.

Le mie impressioni

La drum machine non ha una propria scatola che la contiene ma una semplice scatola di cartone anonima riempita di polistirolo per garantirne l’integrità durante la spedizione (vi ricordo che stiamo parlando ancora di una piccola azienda che produce in maniera artigianale).

Subito una bella sorpresa è la mini-bag nera trapuntata e griffata Error Intruments che viene venduta insieme allo strumento e sicuramente ne accresce il valore artigianale nonché artistico.

Dentro la mini-bag finalmente ecco la drum machine, che si presenta come una scatolina nera con quattro potenziometri alle estremità e abbelita con scritte e decorazioni color oro.

Aspetto molto elegante nonché robusto seppur leggerissima nel peso. La mia versione è quella da tavolo ma esiste anche in versione Eurorack per essere agevolmente avvitata nel case.

Gli accessori in dotazione sono tre patch cable mini jack, il cavo USB 9V per l’alimentazione e due adesivi con il logo Error Instruments (quelli sempre graditi!).

Un piccolo foglietto illustrativo con le principali funzioni dello strumento funge da manuale di istruzioni, forse una piccola nota negativa in termini di presentabilità, ma con i tutorial on-line forniti dal sito e la semplicità d’uso dell’apparecchio stesso il problema non è poi cosi rilevante.

Tutte le connessioni sono mini jack, sia quelle audio che di controllo, l’uscita è monofonica e per collegarvi al vostro mixer o scheda audio vi servirà prima o poi un adapter mini jack to jack (mono mi raccomando!)

Prima di alimentare lo strumento e sentirne le sue capacità timbriche penso dentro di me che non devo aspettarmi nulla di vagamente simile a quello che potrebbe essere una TR-909, una Linn Drum o qualsiasi altra drum machine convenzionale che già conosciamo… mi aspetto di rimanere stupito!

Bhè, detto fatto. Appena premo il pulsante di accensione dai miei speaker cominciano ad uscire suoni e rumori degni di una tecnologia aliena, impazzita ed apparentemente priva di logica.

La mia prima impressione è stata… ok, questa macchina è rotta!!

Poi penso proprio a quel pazzo del suo inventore, a Paul Tas, e mi dico… magari non è rotta, è proprio cosi. È pazza pure lei. … e avevo ragione!

La filosofia di Paul la possiamo riassumere così: se lo strumento ti sembra rotto, vuol dire che funziona benissimo!! (lo adoro)

Ora cerchiamo di capirne il “funzionamento”.

Il funzionamento

Basata essenzialmente sulla tecnologia circuit bending, la macchina è di costruzione ibrida, sia analogica che digitale, una sorta di mix tra analog e digital sound chips.

Una volta accesa, dall’output escono suoni casuali di circuiteria elettronica alcuni più lunghi e altri più corti, ma senza nessuna sensazione ritmica.

Sono sostanzialmente dei droni che variano liberamente il proprio contenuto armonico e di volume ogni volta che vengono generati dall’oscillatore interno.

Questa tra l’altro è una seconda modalità con cui possiamo usare questa drum muchine, ovvero come noise synth (il piccolo tastino a sx, permette lo switch da un modo all’altro, “drum” oppure “nois”).

Se invece impostiamo la macchina in modalità drum, si attiva lo step sequencer in basso, composto da sei differenti ritmi, generati da un frequency divider (questo digitale).

A questo punto non ci resta che collegare, con un patch cable in dotazione, un output del sequencer con l’input trigger (in alto nel centro) e subito tutti i suoni e rumori che prima non avevano un andamento proprio, magicamente prendo una forma assolutamente ritmica e percussiva.

Se colleghiamo poi un’altra uscita del sequencer all’input decay (a dx del trigger input) abbiamo la possibilità di cambiare ciclicamente la durata (ovvero il decadimento) di ogni transiente sonoro, e il risultato ora comincia ad essere veramente interessante e bizzarro!

Il potenziometro “sound” in basso a dx del pannello permette di cambiare il timbro sonoro dei ritmi generati, in tutto si anno a disposizione sei timbri differenti manovrando il potenziometro in senso orario da sinistra verso destra.

Il tempo lo si può agevolmente controllare con il potenziometro “tempo” in basso a sx oppure usando il preziosissimo clock in CV, che permette di “syncare” la drum machine con con una sorgente esterna.

Io ho provato a dare il tempo con la drum machine VOLCA Korg e funziona alla grande! Il potenziometro “pitch” in alto a sx serve a cambiare l’altezza dei transienti, da più gravi se tutto chiuso a sx, ai più acuti se tutto aperto verso dx.

Degno di nota rimane il touch distorsion che trova spazio proprio al centro del pannello di controllo.

Si tratta di un capacitore che se viene toccato con un dito aggiunge una massiccia quantità di distorsione al suono generato, introducendo inoltre delle variazioni ritmiche (tipo rullate di noise!) durante il tempo in cui viene impiegato.

Inutile dire che le capacità ritmiche della Spanky Transyndrum sono veramente tante e, come tutti gli strumenti, prevede qualche ora se non giornate di pratica in studio prima di avere un buon controllo sulla macchina.

In conclusione ho trovato lo strumento veramente interessante.

In coppia con una drum machine più convenzionale (con i famosi kick, snare, hi hat, toms) ci andate veramente a nozze, in quanto i vostri pattern ritmici prendono veramente colore ed unicità.

Di grande effetto anche in contesti ambient, glitch e noise, come dicevo prima, e a parer mio è uno strumento che con un po di fantasia può essere usato in maniera trasversale in tanti generi musicali (magari non nell’orchestra) per portare originalità al vostro brano.

Il prezzo?

289 € circa più le spese di spedizione.

P.S.= occhio ai volumi in fase di mix, perché esce veramente forte!!

Qualche link utile:

https://www.errorinstruments.com/

https://www.youtube.com/channel/UCrfPXIEvhn6wn2FXw2mN0zw?view_as=subscriber

https://www.instagram.com/errorinstruments/

https://www.facebook.com/ErrorInstruments/

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